Lo chef


MAX, UN PERCORSO TRA FUOCHI E FORNELLI

Quando sono arrivato a Sanpa, nel 2006, la prima cosa che mi sono sentito dire è stata: “non farti mettere in cucina”.

Che lavorare in cucina non fosse proprio una passeggiata l’avevo già imparato nei miei anni di lavapiatti, cameriere, aiuto cuoco. Ma avevo imparato anche che era proprio tra le pentole che volevo stare. Non fossi entrato a Sanpatrignano, però, la mia vita sarebbe stata molto diversa –e difficilmente avrei fatto il cuoco per davvero.

Dagli incontri con chef stellati, ai corsi, alla cucina di Vite, il prestigiosissimo ristorante della comunità, ho fatto un percorso che non avrei neanche potuto immaginare. E approdare a Sp.accio mi ha permesso di sperimentare stili nuovi, e finalmente anche gli impasti, che ora sono una delle mie specialità. Se penso che tutto è iniziato una giornata d’estate, con mia madre che mi diceva: volevi andare a Rimini in vacanza? bene, andiamo, che ti porto a SanPatrignano..